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REGIONE LOMBARDIA - BANDO NUOVA IMPRESA, PICCOLI COMUNI E FRAZIONI 2026

  • Immagine del redattore: ZERODUE
    ZERODUE
  • 14 minuti fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Finalità e obiettivi della misura


La misura promossa da Regione Lombardia punta a sostenere l'apertura di nuove attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità. L'obiettivo principale è contrastare lo spopolamento e l'abbandono delle aree interne, favorendo il mantenimento dei servizi essenziali per la popolazione residente nei piccoli comuni (con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti) e nelle frazioni di tutto il territorio lombardo. Il sostegno avviene tramite contributi a fondo perduto che coprono i costi di avvio.


Soggetti beneficiari e requisiti di accesso


Possono accedere alle agevolazioni i soggetti che rispondono alle seguenti condizioni amministrative e temporali:


  • Nuove imprese o nuove unità locali: apertura della sede legale e operativa (o solo operativa in caso di unità locale di impresa già esistente) avvenuta a partire dal 1° giugno 2025;

  • Requisito di localizzazione e carenza commerciale: l'attività deve essere esercitata in un piccolo comune o in una frazione che risulti sprovvista da almeno 6 mesi (antecedenti la data di apertura) di attività commerciali nel medesimo settore alimentare o di prima necessità;

  • Attestazione comunale: alla domanda è obbligatorio allegare una dichiarazione del Comune territorialmente competente che attesti l'assenza da 6 mesi di attività analoghe e certifichi che la nuova apertura risponda ai bisogni reali della popolazione residente.


Esclusioni esplicite: sono escluse le imprese che detengono, a qualsiasi titolo, apparecchi per il gioco d'azzardo lecito ed i soggetti che hanno già usufruito dei contributi a fondo perduto sugli sportelli del classico bando "Nuova impresa" 2025 e 2026.


Regolarità contributiva e assicurativa: è necessario essere attivi e iscritti al Registro delle Imprese, avere il DURC regolare e disporre delle polizze assicurative per rischi catastrofali come richiesto dalle recenti normative nazionali (Legge 213/2023).


Codici ATECO ammissibili (attività prevalente)


Le attività commerciali devono rientrare in una delle seguenti categorie ATECO:


  • 47.11, 47.11.0, 47.11.01, 47.11.02: commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di prodotti alimentari, bevande o tabacchi (inclusi surgelati e altri alimentari);

  • 47.21, 47.21.0, 47.21.01, 47.21.02: commercio al dettaglio di frutta e verdura (fresca, secca o conservata);

  • 47.22, 47.22.0, 47.22.00: commercio al dettaglio di carne e prodotti a base di carne;

  • 47.23, 47.23.0, 47.23.00: commercio al dettaglio di pesce, crostacei e molluschi;

  • 47.24, 47.24.1, 47.24.10, 47.24.2, 47.24.20: commercio al dettaglio di pane, pasticceria e dolciumi;

  • 47.27, 47.27.1, 47.27.10, 47.27.9, 47.27.90: commercio al dettaglio di latte, prodotti lattiero-caseari e altri prodotti alimentari.


Entità dell'agevolazione e struttura del budget


La dotazione finanziaria complessiva stanziata da Regione Lombardia è pari a 2.948.682,38 euro. Il bando prevede un investimento minimo obbligatorio di 3.000 euro (al netto di IVA). L'intensità dell'aiuto arriva fino all'80% delle spese ammissibili, differenziata in base al contesto geografico:


Tipologia di Contesto

Intensità Contributo

Importo Massimo Erogabile


Comune o Frazione totalmente privo di qualsiasi attività alimentare/prima necessità (Codici ATECO ammissibili)   

80%   


€ 40.000,00   


Comune o Frazione in cui sono già presenti attività alimentari, ma con codici ATECO diversi da quello della domanda   

80%   


€ 20.000,00   


L'agevolazione viene imputata specificamente a copertura delle spese in conto capitale e non può superare l'importo totale di queste ultime. Le spese di parte corrente sono ammissibili solo fino a un massimo del 20% del budget totale di progetto. È invece possibile presentare progetti composti esclusivamente da spese in conto capitale.


Inoltre, viene ammessa una sola domanda per ciascun codice ATECO per ogni singolo piccolo comune o frazione (secondo l'ordine cronologico di arrivo).


Spese ammissibili (sostenute dal 1° giugno 2025 al 31 dicembre 2026)


Tutti i costi devono essere indicati al netto di IVA (ammissibile solo se realmente sostenuta e non recuperabile dall'impresa).


Spese in conto capitale:


  • Beni strumentali: macchinari, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica (inclusi i costi di trasporto, montaggio e manodopera direttamente collegati). Sono espressamente esclusi gli autoveicoli;

  • Ristrutturazioni e impiantistica: opere murarie, piastrellatura, tinteggiatura, impianti di sicurezza, serramenti, vetrine e porte blindate. Condizione: l'immobile deve essere di proprietà del beneficiario o di un ente pubblico;

  • Software e tecnologia: software gestionali, licenze d'uso annuali, servizi in cloud e SaaS, brevetti (fino a un massimo del 60% della spesa totale del progetto);

  • Hardware: computer e apparecchiature informatiche nuove (esclusi smartphone e cellulari);

  • Proprietà intellettuale: registrazione e sviluppo di marchi/brevetti e certificazioni di qualità.


Spese di parte corrente (Max 20% del progetto):


  • Costituzione societaria: onorari notarili e costi di costituzione d'impresa (escluse tasse e bolli);

  • Consulenze specialistiche: prestazioni professionali per l'avvio d'impresa (marketing, logistica, produzione, gestione del personale, contrattualistica, fiscalità) e consulenze collegate a marchi/brevetti;

  • Locazione: canoni d'affitto della sede operativa della nuova impresa;

  • Comunicazione e marketing: sviluppo del piano di comunicazione (progettazione del logo, sito internet, dominio, piano di lancio) e strumenti promozionali (advertising su radio, TV, social network, Google Ads, cartellonistica;

  • Spese generali forfettarie: riconosciute automaticamente nella misura del 7% della somma delle voci dei punti precedenti.


Spese non ammissibili e limiti fatture:


Non sono finanziabili i lavori in economia, l'autofatturazione, i beni usati, l'acquisto di merci da rivendere, i pagamenti in contanti o non tracciabili e gli adeguamenti a meri obblighi di legge.


Soglia minima: ogni singola fattura inserita in rendicontazione deve avere un importo minimo di 150 euro più IVA.


Tempistiche e modalità di presentazione


Apertura dello sportello: 28 gennaio 2026, ore 10:00.


Chiusura dello sportello: 12 novembre 2026, ore 16:00 (salvo esaurimento preventivo dei fondi).


Termine massimo per le spese: tutti i giustificativi devono essere sostenuti e interamente pagati entro il 31 dicembre 2026.


Procedura di assegnazione: valutazione "a sportello" basata sull'ordine cronologico di invio telematico del protocollo. È previsto un overbooking del 20% oltre la dotazione, dopodiché il contatore chiuderà la piattaforma.


La domanda si presenta esclusivamente online sull'apposita piattaforma messa a disposizione dall'Ente. E' richiesta la firma digitale/elettronica qualificata del legale rappresentante.


Criteri di valutazione tecnica e istruttoria


L'istruttoria formale e tecnica viene conclusa entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Anche se la procedura è a sportello, i progetti devono superare una valutazione tecnica qualitativa basata su un punteggio massimo di 100 punti:


Coerenza con le finalità della misura: da 0 a 40 punti.


Qualità progettuale: da 0 a 30 punti.


Altri servizi offerti alla comunità locale (es. consegne a domicilio, servizi di prossimità): da 0 a 30 punti.


Soglia minima di ammissibilità: per accedere al finanziamento è necessario totalizzare un punteggio non inferiore a 40 punti.


Obblighi post-erogazione e controlli


L'agevolazione viene erogata in un'unica soluzione a saldo dopo la verifica della rendicontazione finale. Le imprese beneficiarie sono soggette ad alcuni vincoli stringenti, a pena di revoca totale del contributo:


Vincolo di stabilità locale: obbligo di mantenere operativa l'unità locale oggetto dell'investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione (per le piccole imprese).


Inalienabilità dei beni: divieto di cedere, alienare o distrarre i beni acquistati con il contributo per almeno 3 anni.


Tracciabilità e CUP: tutte le fatture e i mandati di pagamento devono riportare in modo chiaro il codice CUP (Codice Unico di Progetto) assegnato all'atto della concessione.


Il regime applicato è quello degli aiuti de minimis (Reg. UE 2831/2023).


Photo courtesy of: magnific.com

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