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NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO - NOVITA' IN VISTA

Aggiornato il: apr 13

Tra le misure più interessanti messe a disposizione da Invitalia figura il Nuove Imprese a Tasso Zero (NITO), un incentivo volto a sostenere la nascita e la crescita di realtà imprenditoriali composte in prevalenza da giovani tra i 18 ed i 35 anni o da donne di tutte le età.


Le imprese che desiderano partecipare, dovranno essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, ma possono richiedere il contributo anche le persone fisiche a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall'eventuale ammissione alle agevolazioni.


Le agevolazioni sono valide per tutto il territorio nazionale e prevedono il finanziamento a tasso zero della durata massima di 8 anni, di progetti d'impresa con spese fino ad 1,5 milioni di euro a copertura del 75% del totale delle spese ammissibili (per il 25% residuo si richiede il cofinanziamento da parte dell'impresa con risorse proprie o mediante finanziamenti bancari), relative all'acquisto di beni materiali ed immateriali, e di servizi necessari alle finalità del programma, di seguito elencate:

  • Suolo aziendale nel limite massimo del 10% dell’investimento complessivo agevolabile;

  • Fabbricati, opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni nel limite massimo del 40% dell’investimento complessivo agevolabile che sale al 70% nel caso di imprese turistiche (le imprese che producono beni nel settore dell’industria, dell'artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli possono sfruttare questa voce di spesa anche per la costruzione);

  • Macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;

  • Programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa nel limite massimo del 20% dell’investimento complessivo ammissibile;

  • Brevetti, licenze e marchi nel limite massimo del 20% dell’investimento complessivo ammissibile;

  • Formazione specialistica dei soci e dei dipendenti del soggetto beneficiario, funzionali alla realizzazione del programma nel limite massimo del 5% dell’investimento complessivo agevolabile;

  • Consulenze specialistiche nel limite massimo del 5% dell’investimento complessivo agevolabile.

Non sono ammesse le spese relative a beni acquisiti in locazione, leasing e leaseback, quelle per l’acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni, quelle riferite ad investimenti di mera sostituzione di impianti/macchinari, quelle relative all’acquisto di automezzi (ad eccezione di quelli specificamente attrezzati come laboratori mobili) e quelle di importo inferiore ai 500 euro.


Le iniziative che prevedono i citati programmi di investimento, dovranno essere promosse nei seguenti settori:

  • Produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;

  • Fornitura di servizi alle imprese ed alle persone;

  • Commercio di beni e servizi;

  • Turismo;

  • Settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile riguardanti le attività turistico-culturali intese come attività finalizzate alla valorizzazione ed alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza oppure ’innovazione sociale intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali, ovvero, soddisfano nuovi bisogni sociali anche attraverso soluzioni innovative.

I programmi di investimento dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione ed ultimati entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento agevolato.


Ciascuna domanda dovrà essere correlata ad un solo programma di investimento.


Il finanziamento agevolato è rimborsato, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate con scadenze previste il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, a decorrere dalla prima delle precitate date successiva a quella di erogazione dell’ultima quota a saldo del finanziamento concesso, e comunque secondo i tempi previsti dal contratto di finanziamento o dall’atto di proroga eventualmente concessa.


Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma web di Invitalia seguendo l’apposita procedura di presentazione. Al termine della compilazione del piano di impresa e dell’invio telematico della domanda e dei relativi allegati, verrà assegnato un protocollo elettronico. Non ci sono scadenze né graduatorie. Le domande verranno valutate in base all’ordine di arrivo, fino all’esaurimento dei fondi. La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia. La procedura si concluderà in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti con una semplificazione dei criteri di valutazione del business plan

rispetto al passato.


In questo ambito il "Decreto Crescita", tenendo conto del rallentamento dell'economia dovuto alla pandemia da Covid-19, ha introdotto diverse e significative novità che di seguito elenchiamo:

  • Sono stati ampliati i termini per fruire dell'agevolazione: da 12 a 60 mesi dalla costituzione della società che richiede il finanziamento;

  • E' stata aumentata la durata massima del finanziamento agevolato a tasso zero da 8 a 10 anni;

  • Per le imprese costituite da almeno 36 mesi e fino a 60 mesi la percentuale di copertura del finanziamento agevolato a tasso zero viene incrementata dal 75 al 90% e l'importo massimo dei progetti di spesa aumenta fino a 3 milioni di euro (per le imprese costituite da meno di 36 mesi rimangono validi i parametri originari);

  • Al finanziamento è stata aggiunta una quota a fondo perduto (ancora da definire).

Inoltre le nuove misure prevedono servizi di tutoraggio e copertura dei costi iniziali della gestione della start up, purché non siano superiori alla soglia del 20% del totale delle spese ammissibili.


Le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti dello Stato, anche de minimis, nei limiti previsti dalla disciplina europea.





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