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HARD TO ABATE (HTA) - INCENTIVO PER LA DECARBONIZZAZIONE

Aggiornamento: 7 lug 2023

"Hard To Abate", incentivo proposto dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e gestito da Invitalia, sostiene i piani di decarbonizzazione industriale finalizzati alla sostituzione di almeno il 10% del metano e dei combustibili fossili utilizzati nei processi produttivi dei settori altamente inquinanti (es. produzione di cemento, cartiere, ceramica, industria del vetro, etc.), con idrogeno a basse emissioni di carbonio e/o rinnovabile, anche autoprodotto, ed eventualmente, in via residuale, all'elettrificazione dei processi produttivi.


La dotazione finanziaria, pari a 1 miliardo di euro, è così ripartita:

  • 450 milioni di euro al finanziamento di progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale per l'uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio e di progetti di investimento per la produzione di idrogeno rinnovabile;

  • 550 milioni di euro per il finanziamento di progetti di investimento che prevedono l'uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio in processi industriali.

Il 40% delle risorse è destinato alla realizzazione di progetti ed interventi finalizzati alla sostituzione di più del 90% del metano e dei combustibili fossili nei processi produttivi con idrogeno a basse emissioni di carbonio ed una quota analoga viene riservata alle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).


Le agevolazioni sono concesse nella sola forma di contributo a fondo perduto.


Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, anche in forma congiunta (partenariato) e gli Organismi di Ricerca (solo in qualità di co-proponenti) che intendono realizzare un piano di decarbonizzazione industriale. Le imprese interessate dovranno: essere regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle Imprese; svolgere (alla data di presentazione della domanda) un'attività riferita a specifici codici ATECO; non essere soggette a sanzioni dell'UE relative alla situazione Russo-Ucraina; essere in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati.


I Piani di decarbonizzazione presentati in forma congiunta devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, a cui possono partecipare massimo 5 soggetti, ivi compreso il soggetto capofila e previa indicazione dello stesso.


I piani di decarbonizzazione industriale devono prevedere in alternativa la realizzazione di:

  • un progetto di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale per l’uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio in processi industriali (Capo II Decreto Direttoriale), eventualmente abbinato, in modo connesso e funzionale in relazione all’obiettivo comune del Piano di decarbonizzazione industriale da realizzare, a un progetto di investimento per la produzione di idrogeno rinnovabile;

  • un progetto di investimento che preveda l’uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio in processi industriali (Capo III del Decreto Direttoriale), eventualmente abbinato, in modo connesso e funzionale in relazione all’obiettivo comune del Piano di decarbonizzazione industriale da realizzare, a: 1. un progetto di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale per l’uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio; 2. un progetto di investimento per la produzione di idrogeno rinnovabile;

  • un progetto di investimento per la produzione di idrogeno rinnovabile in sostituzione di idrogeno grigio.

Ogni progetto deve prevedere costi e spese ammissibili non inferiori a 500.000 euro.


Relativamente ai progetti di ricerca per l'uso di idrogeno in processi industriali (Capo II) sono ammissibili, nella misura necessaria alle finalità del progetto, le spese per attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale relative a:

  • personale dell'impresa proponente (sia dipendenti che collaboratori) limitatamente ai tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario adibito alle attività di ricerca e sviluppo oggetto del progetto, escluso il personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;

  • strumenti ed attrezzature nuovi di fabbrica, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;

  • la ricerca contrattuale (conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza) nonché i costi per i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati esclusivamente per l'attività del progetto di ricerca e sviluppo;

  • spese generali calcolate su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili del progetto;

  • materiali utilizzati per lo svolgimento del programma.

Le agevolazioni sono concesse per un importo massimo pari al 50% delle spese ammissibili per la ricerca industriale e al 25% delle spese ammissibili per lo sviluppo sperimentale. Le percentuali potranno essere maggiorate fino ad un massimo complessivo dell'80% come indicato di seguito:

  • del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese, comprese le microimprese. Di tali maggiorazioni potrà beneficiare solo la quota parte di costi ammissibili sostenuti dalle singole piccole e medie imprese e non l’intero progetto;

  • del 15% se il progetto comporta una collaborazione effettiva fra imprese e uno o più organismi di ricerca, purché gli organismi di ricerca sostengano almeno il 10% dei costi ammissibili del progetto, come esposti in sede di consuntivo e abbiano il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca, o, in alternativa, se il progetto prevede la collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una è una PMI e non prevede che una singola impresa sostenga da sola più del 70% dei costi ammissibili.

L'aiuto massimo concedibile non può in ogni caso superare i 35 milioni di euro per impresa, per progetto, nel caso di prevalente ricerca industriale e 25 milioni di euro per impresa, per progetto, nel caso di prevalente ricerca sperimentale (sviluppo sperimentale).


Per quanto riguarda invece i progetti di investimento per l'uso di idrogeno in processi industriali (Capo III) i costi ammissibili sono afferenti all'acquisto di immobilizzazioni materiali e devono:

  • essere relativi a macchinari, impianti ed attrezzature acquistati da terzi che non abbiano relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato;

  • essere riferiti a beni ammortizzabili e capitalizzati, che figurano nell’attivo dello stato patrimoniale del Soggetto beneficiario e mantengono la loro funzionalità rispetto al progetto ammesso alle agevolazioni per almeno cinque anni (3 anni per le PMI).

Le agevolazioni per i progetti che perseguono l'obiettivo di riduzione delle emissioni dirette di gas a effetto serra prevedono in questo caso un contributo massimo concedibile pari al:

  • 60% dei costi ammissibili per gli interventi finalizzati all'uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio;

  • 30% dei costi ammissibili per gli interventi di elettrificazione dei processi produttivi.

Per i progetti che perseguono l’obiettivo del risparmio energetico il contributo massimo concedibile è pari al:

  • 30% dei costi ammissibili per gli interventi finalizzati all'uso di idrogeno a basse emissioni di carbonio;

  • 30% dei costi ammissibili per gli interventi finalizzati all'elettrificazione dei processi produttivi.

L'aiuto massimo concedibile non può in ogni caso superare i 200 milioni di euro per impresa.


Esiste inoltre un'ulteriore agevolazione specifica per i progetti di investimento che prevedono la produzione di idrogeno (Capo IV).


Il piano di decarbonizzazione dovrà essere avviato successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione e dovrà essere ultimato entro 36 mesi dalla data di concessione dell'agevolazione e comunque entro e non oltre l’11 maggio 2026, se antecedente. Dovrà inoltre rispettare il principio DNSH (Do Not Significant Harm) del PNRR che prevede che gli interventi non arrechino nessun danno significativo all'ambiente.


Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma dedicata, a partire dalle ore 10:00 del 20 marzo 2023 fino alle ore 10:00 del 30 giugno 2023.


Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura negoziale con procedimento valutativo a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande.


La concessione delle agevolazioni è subordinata alla notifica del regime di aiuti.


Picture: iStock

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